I prestiti moto rappresentano l’occasione giusta per acquistare in breve tempo il nostro veicolo preferito, che si tratti di una moto, di uno scooter o di un quad o di finanziamenti auto.

L’istituto che concede il finanziamento anticipa direttamente l’intera somma al cliente, che prima acquisterà il suo ciclomotore, poi provvederà al pagamento delle rate fisse. Per richiedere un prestito moto è necessario valutare bene il tasso di interesse, così come i suoi indicatori fondamentali, TAN e TAEG.

Se per TAN intendiamo il tasso annuo nominale, ovvero il tasso di interesse annuo sul prestito senza comprendere le spese accessorie tra cui pratica e tasse, per TAEG indichiamo il reale costo di un finanziamento, il tasso annuo effettivo globale che prende in considerazione il TAN e tutte le altre spese accessorie relative al veicolo.

Il cliente che si troverà a decidere tra due proposte di prestito moto, dovrà ben valutare i due TAEG. Leggendo il contratto, infatti, sarà fondamentale osservare e comparare il tasso di interesse, oneri e spese aggiuntive, TAEG, garanzie richieste, dettagli relativi alle rate da pagare: aspetti di cui il mediatore finanziario dovrà tracciare un’esauriente profilo. Visto l’oggetto del prestito, sarà necessario indicare marca e modello del veicolo, e tutte le condizioni per il trasferimento della proprietà.

In linea generale, le finanziarie concedono prestiti moto per una durata che va dai 6 agli 84 mesi, per un massimo di 60.000 euro e una copertura dell’intero prezzo del veicolo che raggiunge il 90%. È possibile richiedere il prestito anche presso le concessionarie stesse. Qualora si scelga un veicolo nuovo e appartenente alle maggiori società motociclistiche, ci si potrà rivolgere direttamente in concessionaria, solitamente fornite di una finanziaria propria.

Diversamente, se intendiamo acquistare un veicolo usato, sarà necessario richiedere il prestito presso altri istituti, poiché le finanziarie interne preferiscono occuparsi e favorire le pratiche provenienti dall’acquisto di ciclomotori nuovi.

I prestiti sposi rappresentano la scelta ideale per chi intende coronare il proprio sogno prestando attenzione ad ogni tipo di desiderio e sposando un bellimbusto.

Dall’abito da sposa alla cerimonia, dal fotografo al viaggio di nozze, la spesa può rivelarsi elevata, di sicuro al di sopra delle proprie reali possibilità: per ovviare a tali difficoltà, il prestito sposi potrebbe rivelarsi una fondamentale opportunità. Grazie a questa speciale tipologia di prestito, infatti, sarà possibile coprire fino al 100% delle spese previste.

Nel dettaglio, la cifra ricevuta sarà adeguata al pagamento degli abiti di sposa e sposo, della cerimonia, del fotografo, degli inviti al ricevimento, del viaggio di nozze, dell’arredamento della casa, degli anniversari e delle cerimonie familiari.
Riservato a lavoratori dipendenti, il prestito sposi è erogato tramite cessione del quinto dello stipendio o prestito delega, e la somma è intestata direttamente al richiedente.

Tra i numerosi vantaggi, la rapidità del servizio: in seguito alla richiesta, sarà possibile ricevere l’intero importo entro una settimana, tramite assegno circolare. In seguito, il rimborso del prestito potrà avvenire tramite rate mensili a tasso fisso. Possono richiedere questo tipo di prestito i lavoratori dipendenti o pensionati che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 77 anni.

Tra i requisiti per ottenere il prestito, un reddito che garantisca la capacità di rimborso dell’intero importo ricevuto, per cui la documentazione da presentare all’atto della richiesta dovrà comprendere l’ultima busta paga e l’ultimo modello CUD, oltre ai documenti personali quali Carta d’Identità e Codice Fiscale.

Insomma, in un periodo di forte crisi economica non è possibile fare affidamento unicamente sugli stipendi ricevuti, e quando i soli risparmi non bastano ad affrontare spese così elevate come quelle che possono richiedere cerimonie importanti, affidarsi a questo genere di prestiti potrebbe rivelarsi la scelta ideale.

Il prestito sposi copre fino al 100% delle spese previste, per cui è ancora possibile coronare il proprio sogno nel migliore dei modi e senza rinunciare ai piccoli ma grandi dettagli.

Grazie ai prestiti studi, finanziare il proprio percorso non sarà più un ostacolo.
Gli studenti potranno, infatti, richiedere un prestito per acquistare libri e moduli dai costi troppo onerosi o pc, ma anche accedere a master post laurea.

Si tratta di finanziamenti agevolati e supportati da detrazioni fiscali ed esenzioni di imposta, prestiti grazie al quale gli studenti potranno usufruire di borse di studio e sovvenzionamenti promossi dalla stessa struttura universitaria che si frequenta.

Proprio per seguire le esigenze dello studente, le rate di rimborso sono flessibili e, nel caso in cui la cifra richiesta debba coprire anche il costo delle rette universitarie, i tassi di interesse sono azzerati, e le spese di istruttoria risulteranno minime.

Il soggetto richiedente potrà usufruire di un prestito minimo di 2.000 euro fino a un massimo di 15.000 euro, cifra solitamente dedicata all’accesso ai master post laurea. Per il rimborso, il prestito avrà una durata variabile: si va, solitamente, dai 12 ai 36 mesi.

Qualora si richieda la cifra minima di 2.000 euro, il rimborso potrà avvenire nel giro di 18 mesi con tassi di interesse praticamente nulli. A proposito di durata, nel caso si richieda il prestito studi per finanziare un master, vi è la possibilità di restituire l’importo ricevuto nel corso di 96 mesi.

Alcuni istituti di credito permettono il pagamento della prima rata a 36 mesi dalla data di erogazione del prestito: in tal modo lo studente, una volta terminato il master, può sfruttare i tre anni concessi per trovare un lavoro e provvedere al rimborso.

Nel caso in cui lo studente richiedente del prestito studi abbia genitori o parenti correntisti presso banche o istituti che prevedono tale finanziamento, vi sarà la possibilità di ottenere incentivi e sconti.
Proprio perché concesso a soggetti che, si presume, non hanno un lavoro fisso, il prestito sarà erogato in seguito all’intervento di un garante.

In Italia il numero dei pensionati è destinato a crescere e soprattutto gli istituti di credito hanno deciso di adeguarsi a questo trend di crescita, perché se fino a qualche tempo fa le uniche soluzioni di finanziamento per pensionati erano i prestiti personali, i più erano penalizzati nell’accedervi.

Oggi invece anche il settore dei prestiti è cambiato ed allora non è più difficile poter spaziare nell’ambito dei finanziamenti anche per chi ormai non è più in età lavorativa, grazie ai prestiti pensionati.

Nuove norme, nuove richieste di mercato e soprattutto una aspettativa di vita sempre più avanzata,  hanno spostato l’età per richiedere un prestito sino ad 80 anni!

Dal 2007, grazie ad alcune riforme legislative i pensionati INPS e INPDAP possono ottenere la “Cessione del Quinto della Pensione” ovvero che prevede la trattenuta diretta della rata sulla pensione, con rata massima pari ad 1/5 del netto.

La cessione del quinto risulta essere una delle formule maggiormente utilizzate dagli istituti di credito italiani, con questa formula infatti, nell’arco di qualche giorno è possibile ottenere importi soddisfacenti, tenendo sempre conto però che la cessione del quinto si calcola in base al netto pensionistico percepito che determina la rata massima), la cosa interessante è che questa forma di credito non prevede ipoteca di beni immobili bensi è la pensione stessa a fare da garanzia, il debito si può estinguere nell’arco di 120 mesi e, ovviamente qui la variabile del tempo di estinzione viene comunque ancora necessariamente calcolata in base all’età.

Le proposte variegate e molteplici riguardo i prestiti personali ovviamente non potevano scartare a priori un target ampio come quello dei pensionanti ed allora per ottenere un prestito la norma base è “non risultare nè cattivo pagatore nè protestato” ma soprattutto quello che va per ora di “moda” nell’ambiente dei crediti  è fissare una somma massima richiedibile, pochi sono ancora quegli istituti di credito che fanno i preventivi personalizzati.

In questo settore, comunque bisogna essere molto scaltri e mai cedere ad alcune proposte che a prima vista sembrano molto convenienti, per questo motivo i migliori istituti bancari e di credito italiani consigliano comunque sempre la cessione del quinto. 

Vediamo di comprendere in modo semplice e chiaro cosa vogliano dire tali parole quali “Cessione del quinto” che potrebbero impressionare i comuni mortali; dunque la “cessione del quinto dello stipendio (o della pensione)” è una determinata tipologia di prestito personale, rimborsabile mediante l’addebito della rata sulla busta paga o sulla pensione.

“Cessione” perché appunto avviene una detrazione dalla busta paga e “del quinto” perché l’importo massimo della rata di rimborso del prestito non può superare il valore di 1/5 (cioè il 20%) dello stipendio netto di un dipendente.

Le origini di tale prestito risalgono all’Unita’ d’Italia (1861) per volontà del Re Vittorio Emanuele II per concedere dei privilegi ai dipendenti dello Stato.

E’ un prestito non finalizzato, cioè a differenza di altri prestiti, la quantità di denaro versata non è destinata all’acquisto di un bene e non si richiede alcuna informazione su come il finanziamento sia utilizzato. Solo la stabilità del posto di lavoro funge da garante; si pagano le rate fin quanto c’è una busta paga (o una pensione) su cui addebitarla. 

Si può facilmente desumere che i lavoratori autonomi e i lavoratori con contratto a tempo determinato non possano servirsi di tale finanziamento (a meno che non termini entro la data di scadenza del contratto in corso).

La durata massima accordata è di 10 anni (ossia 120 mesi) e la minima solitamente non è al di sotto dei due anni (ossia 24 mesi).

Il termine massimo della durata non può eccedere il termine del rapporto di lavoro o il pensionamento, tranne che per i dipendenti ministeriali, che possono scegliere se estinguere il debito o trasferirlo sulla pensione.

Recentemente si è stabilito che anche i pensionati possono accedere alla Cessione e in questo caso la scadenza dovrà essere necessariamente inferiore al novantesimo anno d’età.

I vantaggi dovrebbero essere i seguenti: tassi di interesse convenienti, in particolare sulle rateizzazioni a lungo termine, inoltre essa permette un finanziamento che va da 3.000 a circa 60.000 Euro; inoltre non sussisterebbe più la preoccupazione di pagare mensilmente la rata e si eviterebbe il rischio di essere additato come insolvente se si dovesse dimenticare il pagamento di qualcuna.

Veramente strano che abbia molti pro e che non ci si soffermi su uno dei probabili “contro” come i tassi di interesse relativamente più alti rispetto ad un normale prestito…nel dubbio è sempre meglio rimanere vigili.

Chi è un dipendente pubblico e dovesse avere bisogno di un prestito può vantaggiosamente ricorrere ai prestiti Inpdap che sono erogati ai dipendenti pubblici, iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, i fondi utilizzati dall’Inpdap, un fondo dell’Inpdap per erogare i prestiti e quant’altro.

Esistono tre tipi di prestiti INPDAP, i piccoli prestiti, i prestiti pluriennali garantiti e i prestiti pluriennali diretti.
I piccoli prestiti servono per far fronte ad una improvvisa urgenza di denaro e possono avere una durata di 12, 24, 36, 48 mesi, che corrispondono ad altrettante rate da pagare.

Il piccolo prestito è commisurato alla mensilità percepita, i piccoli prestiti possono essere annuali, biennali, quadriennali, pluriennali, devono essere restituiti in rate corrispondenti alle mensilità ed hanno il tasso annuo effettivo del 4,50%, spese di amministrazione pari allo 0,50%, premio fondo rischi 0,30%, all’anno, TAEG, al netto del premio fondo rischi, è pari al 5,48% per i prestiti annuali, per i piccoli prestiti biennali, il TAEG, al netto del premio fondo rischi è 5,01%, nei piccoli prestiti quadriennali, il TAEG, al netto dal premio fondo rischi è 4,76%.

Per ottenere invece i prestiti pluriennali garantiti bisogna avere particolari requisiti, si deve essere in servizio ed aver maturato almeno 4 anni di servizio utili ai fini pensionistici. La durata del prestito può essere quinquennale o decennale, con restituzione prevista rispettivamente in 60 o 120 rate. I tassi applicati ai prestiti garantiti Inpdap vengono stabiliti dagli istituti di credito che erogano il prestito.

Il secondo tipo di prestito erogato all’Inpdap per i dipendenti pubblici sono i prestiti pluriennali diretti, per far fronte alla richiesta di denaro per necessità personali o familiari. Possono fare domanda tutti i dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

I prestiti pluriennali diretti vengono restituiti con trattenute fisse mensili il cui importo non può comunque mai superare la misura del quinto dello stipendio o della pensione. Può richiedere questo servizio chi è in attività di servizio oppure è titolare di pensione ma deve documentare lo stato di bisogno e la spesa secondo le motivazioni, deve inoltre avere almeno quattro anni di anzianità di servizio effettivo nel rapporto di lavoro utili alla pensione.

Possono accedere a questa tipologia di finanziamento prevista dall’Inpdap anche i dipendenti con contratto di lavoro a tempo determinato non inferiore ai 3 anni e che hanno già maturato l’anzianità di iscrizione necessaria. Il tasso per i prestiti Inpdap diretti è di 3,90% a scalare. Anche i pensionati possono avere il diritto a richiedere i prestiti pluriennali Inpdap, ma in questo caso l’aliquota per il fondo rischi è un po’ più alta.

Avete visto il film “Non è mai troppo tardi” e avete pensato alla vostra lista, oramai sbiadita, di “cose da fare una volta nella vita” con rammarico?

Se il problema sono le risorse finanziarie, ora puoi realizzare il tuo film e trasformarti in un intrepido Jack Nicholson, se sei un pensionato e proprietario di immobile dai 65 anni in su.

I prestiti vitalizi si propongono come un prestito in cui la banca o la finanziaria concede un mutuo del valore dell’immobile che varia a seconda dell’ età, da 35.000 alle 450.000 euro. Sotto i 70 anni il prestito si aggira intorno al 20% mentre arriva a superare il 50% sulla soglia dei novanta.

Le rate non devono essere pagate subito, ma saranno gli eredi a essere interessati all’estinzione del debito assieme alla banca, che si occuperà della vendita o della messa in asta dell’immobile, dividendo l’eventuale avanzo con gli eredi.
Gli eredi non sono però tenuti a dare il consenso su tale trattativa e neanche sugli interessi che crescono anno dopo anno, dopo l’estinzione del più longevo dei contraenti.

Questo prestito serve a coprire altri debiti difficili da colmare con una sola pensione, a dare un aiuto a figli e familiari in difficoltà, coprire spese sanitarie impreviste o a godersi una meritata vita di tranquillità, come il tenero e meno avventuroso Morgan Freeman.

Molto spesso, capita che una persona abbia bisogno di un prestito personale per finanziare alcuni progetti che ha in mette per la propria abitazione o per la propria vita. Richiedere un prestito personale non è per niente difficile: infatti, basta non esser stati mai segnalati come dei tardivi nei pagamenti o come dei “cattivi pagatori”.

Oggigiorno, esistono differenti tipi di prestiti personali, che sono rivolti a tutte le categorie di lavoratori: i dipendenti pubblici, quelli statali, i ministeriali, le forze armate, i privati, i pensionati, gli autonomi e la categoria di colf e badanti. Generalmente, qualunque sia la categoria d’appartenenza, la prima volta che è richiesto un prestito personale, le finanziarie sono solite non concedere delle somme superiori ai 10 mila euro.

Qualora vi fosse la necessità di richiedere un prestito maggiore ai 10 mila euro, è richiesta la firma da parte di una persona che possa fare da garante e che, in passato o nel presente, abbia avuto prestiti pagati bene.

Successivamente, una volta che avete trovato il garante, vi sarà sottoposto un contratto sul quale verrà posta la firma vostra e anche dell’eventuale garante.

Un contratto di prestito personale è costituito da dei punti ben precisi: il tasso d’interesse praticato, l’ammontare e le modalità del finanziamento, il numero, gli importi e le scadenze delle singole rate, le eventuali garanzie, il tasso annuo effettivo globale (TAEG), il dettaglio delle condizioni analitiche secondo cui il TAEG può essere modificato, l’importo e la causale degli oneri che sono esclusi del calcolo del TAEG e le eventuali coperture assicurative richieste e non incluse nel calcolo TAEG.

Qualora vi fosse la possibilità di estinguere il prestito personale prima del termine concordato, il cliente dovrà restituire il residuo dovuto più una piccola penale pari all’1%. Se il contratto non specifica qual è l’importo del capitale residuo dopo ciascuna rata, allora si deve prendere in riferimento come capitale residuo la somma del valore attuale di tutte le rate non ancora scadute alla data del rimborso anticipato.

I prestiti veloci che vengono concessi di solito sono fatti a lavoratori dipendenti che decidono di effettuare la cessione del quinto dello stipendio o garantendo solide opportunità di restituzione del prestito personale.

Per ricevere un prestito personale veloce basta andare in banca o in una finanziaria, portare i documenti necessari e richiesti nella sede e valutare l’offerta che ci viene elargita.

I prestiti personali veloci il più delle volte sono concessi a dipendenti tramite cessione del quinto, e se si sceglie questa soluzione, la documentazione richiesta è varia.
Vengono richiesti la busta paga, i certificati di stipendio e il cud. Tramite questo servizio è possibile avere il 75% dei soldi richiesti in qualche giorno.

Se invece si sceglie i prestiti personali veloci tramite rimborso rid, vengono richiesti anche i certificati di reddito oltre alla busta paga, i certificati di stipendio e il cud.

Nelle finanziare non viene richiesta nessuna somma prima di effettuare il prestito, quindi diffidate se vi chiedono soldi per aprire la pratica.

Per aiutare comunque la finanziaria a velocitare i tempi del prestito personale veloce si consiglia comunque di andare nella finanziaria stessa già con una buona parte dei documenti sopra elencati.

Ricordatevi di chiedere di firmare il contratto di finanziamento e di leggerlo attentamente in modo da non avere ne problemi ne sorprese dopo. Subito dopo la firma partiranno le pratiche per avere il bonifico con la cifra richiesta sul vostro conto.

Molte persone alle volte hanno bisogno di una minima somma di denaro in poco tempo, e per averla chiedono dei piccoli prestiti, fino a circa 5000 euro rimborsabili fino a 60 rate.
La totale somma richiesta viene data dalle agenzie finanziarie in un unica soluzione tramite bonifico bancario.

I piccoli prestiti seguono determinate caratteristiche come, ad esempio hanno una rata costante con tasso fisso, dura dai 12 ai 60 mesi e gli importi oscillano dai 2500 ai 5000 euro.

Per poter avere un piccolo prestito essere lavoratori o pensionati tra i 18 e i 72 anni, nessun protesto a proprio carico, e bisogna lavorare, per i dipendenti da almeno 12 mesi, per gli autonomi almeno da 24.
Per poter avere dei piccoli prestiti serve una documentazione da portare o da inviare alle varie agenzie, come ad esempio la carta d’identità e il codice fiscale validi, il CUD, l’ultima busta paga o il cedolino pensione in caso di pensionati.